La strada vicinale della Belladonna è un’antica strada che collega luoghi storici unici all’interno del Sentiero del Romanico degli Almenno situata nel territorio di Almenno San Salvatore, nella fascia collinare ai piedi dell'abitato di via Porta e dominata dall'ex convento Agostiniano con la chiesa di Santa Maria della Consolazione (detta di San Nicola): attraversa l'area agricola più importante del paese coltivata a vigna, in un contesto paesaggistico di rilievo dove l'uomo ha sapientemente dialogato con la natura.
A partire dall’autunno del 2025 un gruppo di famiglie in rete insieme all’associazione GAMAS, grazie al contributo del Bando «Idee ne abbiamo?» 2025 e con il patrocinio del Comune di Almenno San Salvatore, ha dato il via ad un progetto per ripristinarne la fruibilità.
La strada inizia dall'abitato di via Porta e scende, con un percorso ciclo-pedonale, per collegare la chiesa di Santa Maria della Consolazione ad altri due edifici religiosi: il Tempio di San Tomè e la Chiesa di San Giorgio.Il tratto oggetto dei lavori di sistemazione da parte del gruppo è lungo all’incirca 130 metri e rappresenta la parte finale del collegamento, a valle della strada della Belladonna fino all'intersezione con via Ponte della Noca. Con un primo intervento di pulizia il gruppo dei volontari ha provveduto al taglio dell'erba e dei rovi, ripristinando di fatto il passaggio. Successivamente hanno riportato alla luce un tratto del fondo stradale acciottolato, che è risultato piuttosto compromesso a causa del continuo scorrere delle acque sorgive e del mancato utilizzo negli anni del percorso. Inoltre, essendo il tracciato della strada delimitato da due muri in borlanti, il progetto ha permesso di realizzare un importante intervento di recupero di quello posto a sud/ovest che necessitava di maggiore manutenzione: la sistemazione, non ancora ultimata, ha previsto l’asporto della vegetazione e la ricostruzione delle porzioni mancanti con la stessa trama degli originali. Il progetto proseguirà con la realizzazione di un nuovo muretto, sempre in borlanti, per il contenimento della scarpata che scende dalla vigna.
L’ultimo intervento del progetto riguarda il drenaggio delle acque: sotto il terreno agricolo, infatti, si trova uno strato argilloso impermeabile che non permette alle acque di drenare obbligandole a scorrere in superficie, creando il fenomeno della fuoriuscita dell'acqua; i volontari hanno previsto di installare un sistema di raccolta e convogliamento sia delle acque sorgive che di quelle piovane realizzato al di sotto del manto stradale (attraverso un sottofondo in ghiaia ricoperto da “tessuto non tessuto” con un tubo di drenaggio e uno strato di calcestruzzo con rete elettrosaldata). La strada verrà ultimata in acciottolato utilizzando le pietre recuperate. «Resta indiscussa la partecipazione dei volontari comunali, il sostegno dell’Amministrazione Comunale che ha condiviso il progetto, nonché del contributo economico di alcune associazioni e di privati cittadini sensibili alle tematiche storiche ed ambientali – raccontano i referenti del progetto -. Abbiamo scelto di intitolare il progetto ‘’Belladonna: un nome, una storia, una strada per unire nuovamente luoghi e persone’’ perché l’obiettivo è quello di unire la storia, il suo ambiente e i bisogni della comunità, anche attraverso momenti di socializzazione».
I lavori sono stati ripartiti in quattro fasi di circa trenta metri ognuna, partendo da via Ponte della Noca: tre gli anni previsti il completamento del progetto. I volontari si trovano sul posto ogni lunedì e giovedì pomeriggio per portare avanti i lavori.
«Ma alla fine … è veramente esistita tale Belladonna da aver lasciato il suo nome alla strada fino ai giorni nostri? Il professor Paolo Manzoni ne ‘Gli Agostiniani ad Almenno’ riporta che nell’anno 1549 ‘Bella del fu Giacomo de Rota, vedova di Cristallo de Bergonzis di Lemine residente alla Porta, legò a S. Maria della Consolazione 20 soldi che furono pagati l’8 novembre 1572’ e vogliamo pensare la stessa fosse la proprietaria del fondo».
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